“Solo io sono in grado di girare un film intero in 12 giorni e con 20.000 euro”: è il cavallo di battaglia di Roger Roger, al secolo Claudio Bossi, da Bergamo Bassa. Fa filmini horror amatoriali da quando aveva 15 anni e ora – a quasi 40 – pensa proprio di essere arrivato al top: ha girato una dozzina di cortometraggi e due filmetti low budget con un produttore del circuito porno minore, quello laido e davvero ributtante.
Ma Roger sa che è solo questione di mesi: ormai a Roma stanno per accorgersi di lui, che ha anche vinto l’Horror Fest di Grumello de’ Zanchi per tre anni di fila.
Sta pensando tutte queste cazzate mentre, in fila alla mensa del Comune di Bergamo, aspetta il proprio turno con i colleghi della Ragioneria. Gli squilla il cellulare: numero sconosciuto. È il pornoproduttore che gli chiede se è libero domenica, che ha un’orgia da girare e lui è occupato con la moglie da portare al mare: se accetta sono 150 euro puliti, secchi e in nero.
Roger si ferma un secondo. Poi, mentre si fa riempire il piatto di spezzatino, dice che va bene, però è l’ultima volta, perché lui è un regista. Vero.
Di fianco a lui due inservienti parlano del nuovo cuoco marocchino, che ha cambiato le ricette del menù settimanale. Roger pensa all’orgia da 150 euro e per mezzo secondo si fa leggermente schifo. Ma passa subito.
Alla prima cucchiaiata di carne e sugo gli si chiuderà la gola, si sentirà soffocare e morirà strozzato mentre aspetta che arrivi l’ambulanza. Un perfetto shock anafilattico.
Nessuno aveva detto al nuovo cuoco che non doveva mettere mai, per nessun motivo, arachidi e derivati nei suoi intrugli.
Il mondo del cinema è in lutto. Roger chi?
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